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| CALENDARIO AGOSTO |
VADEMECUM RACCOLTA DIFFERENZIATA
martedì 31 luglio 2018
giovedì 7 giugno 2018
domenica 3 giugno 2018
COMBUSTIONE ILLECITA DI RIFIUTI IN CONTRADA QUATTRO VANELLE
Una intensa e nera colonna di fumo che si vede anche da Partinico, spero che il genio che ha appiccato il fuoco venga beccato e punito come merita.“L’inquinamento atmosferico in gran parte della Terra è notevolmente sottostimato dal momento che nessuno sta considerando la combustione a cielo aperto della spazzatura”.
La cattiva pratica di bruciare i rifiuti sta immettendo nell’atmosfera molti più componenti nocivi di quanto si credesse infatti bruciare i rifiuti, soprattutto la plastica, produce inquinanti altamente tossici come le diossine e gli idrocarburi policiclici aromatici oltre che sostanze inquinanti – come il particolato, monossido di carbonio, e il mercurio – tutte sostanze che vengono rilasciate durante la combustione dei rifiuti e che possono influenzare notevolmente la salute umana e i cambiamenti climatici.
Tutto questo si verifica purtroppo con regolartà in posti come la Contrada Quattro Vanelle, nonostante esista una legge che dovrebbe infliggere delle sanzioni penali "tipo delitto" per contrastare chi appicca i roghi tossici a rifiuti abbandonati ovvero depositati in maniera incontrollata in aree non autorizzate, in precedenza sanzionabili solo con contravvenzioni (ma eravamo pur sempre già nel campo penale…)
Sostanzialmente il delitto mira a sanzionare (parzialmente) in modo più duro – rispetto a come è stato fino ad ora sanzionato – il diffuso sistema (sempre e comunque illegale) di dare fuoco a cumuli di rifiuti di vario tipo, producendo un inquinamento reiterato, sistematico e dannosissimo per la salute pubblica. Fenomeno che da anni, ormai, perdura sistematicamente in questa zona martoriata e contro il quale abbiamo sempre espresso la necessità di inasprire le pene – ma soprattutto gli accertamenti – per cercare di contrastare in modo più efficace tali sistemi.
Il problema vero e serio rimane per coloro che abitano in quella Contrada che sono costretti a subire sia il cattivo odore della spazzatura abbandonata da chi cerca posti nascosti per liberarsi del suo schifo, sia per il fumo carico di sostanze nocive che sono costretti a respirare a causa di qualche inqualificabile soggetto che crede di fare pulizia in questo modo.
venerdì 1 giugno 2018
sabato 5 maggio 2018
LA LEGGE PUNISCE L'ABBANDONO
I rischi a lasciare rifiuti nell’ambiente.
Che non si debbano buttare rifiuti nell’ambiente è cosa abbastanza scontata non solo dal punto di vista giuridico, ma anche e soprattutto della sensibilità civica.
Le multe – che scattano dal semplice mozzicone di sigaretta all’automobile da rottamare; dal frigorifero ormai arrugginito ai liquidi infiammabili e inquinanti – sono graduate in base alla pericolosità del rifiuto stesso. E si va dalla semplice sanzione amministrativa al reato vero e proprio, che coinvolge la sfera penale. Ma quali sono i rischi per chi crea una discarica abusiva o, semplicemente, viene colto all’atto di abbandonare rifiuti in mezzo a un prato, ai bordi di una strada, lungo un pendio? Lo chiarisce una sentenza della Cassazione.
Divieto di abbandono di rifiuti
La legge punisce l’abbandono di rifiuti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 105 a 620 euro. Se l’abbandono di rifiuti sul suolo riguarda rifiuti non pericolosi e non ingombranti si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 155 euro.
sabato 28 aprile 2018
mercoledì 18 aprile 2018
VILLA COMUNALE REGINA MARGHERITA
LA VILLA COMUNALE REGINA MARGHERITA, VIENE ANNOVERATA, NEL SITO UFFICIALE DEL COMUNE DI PARTINICO, COME UNA DELLE BELLEZZE NATURALI DELLA CITTA'.
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| SITO DEL COMUNE DI PARTINICO |
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| MAPPA GOOGLE |
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| GEOPLAN CARTOGRAFIA E MAPPE D'ITALIA |
ED EFFETTIVAMENTE E' IL BIGLIETTO DA VISITA DELLA NOSTRA CITTA' PER CHI ARRIVA DALL'AUTOSTRADA. PURTROPPO PERO', CHI VIENE A PARTINICO IN QUESTI GIORNI, NON NOTERA' LA BELLEZZA DELLA NOSTRA BELLISSIMA VILLA COMUNALE REGINA MARGHERITA, MA..............
QUESTO...................SENZA PAROLE.
VIA MAGISTRATO GIANNOLA DOPO UN GIORNO...
Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una segnalazione su una discarica a cielo aperto in Via Magistrato Giannola, martedì gli operatori Ato hanno provveduto giustamente a ripulire il tutto.
Oggi mercoledì, a solo "un giorno" dall'intervento, ci hanno segnalato il primo abbandono.....
MESSAGGIO PER CHI ABBANDONA: NOI CI SIAMO......
lunedì 16 aprile 2018
ENNESIMA SEGNALAZIONE
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| VIA ANTONINO MAGISTRATO GIANNOLA |
ENNESIMA SEGNALAZIONE DA PARTE DI UN NOSTRO CONCITTADINO:
UNA DISCARICA IN PIENO CENTRO STORICO (QUARTIERE SPINE SANTE), PROPRIO A DUE PASSI DA UNA SCUOLA ELEMENTARE, RIFIUTI DI OGNI GENERE INVADONO UNA PARTE DELLA CARREGGIATA DI UNA STRADA TRAFFICATISSIMA METTENDO IN PERICOLO ANCHE GLI AUTOMOBILISTI E I PEDONI (GENITORI CHE OGNI GIORNO VANNO AD ACCOMPAGNARE/PRELEVARE I PICCOLI, COSTRETTI A VEDERE LO SCEMPIO E SENTIRNE L'ODORE).
CHE DIRE, SARA' STATA OPERA DI UNA PERSONA, DI DUE PERSONE, DI TRE......AVRANNO BUTTATO TUTTO DI NOTTE? NESSUNO LI HA VISTI?
LE DOMANDE CHE SORGONO SONO TANTE MA UNA PIU' DI TUTTE,..... PERCHE' DOBBIAMO ESSERE COSTRETTI A SUBIRE I LORO RIFIUTI.......?
P.S. IERI SI PARLAVA DI PERIFERIE, OGGI DI CENTRO STORICO, CREDIAMO CHE LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE PUBBLICA SIA FONDAMENTALE, COME E' FONDAMENTALE DARE DI PARTINICO L'IMMAGINE DI CIVILTA' CHE GENTE COME QUESTA OGNI GIORNO CI TOGLIE.
P.S. IERI SI PARLAVA DI PERIFERIE, OGGI DI CENTRO STORICO, CREDIAMO CHE LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE PUBBLICA SIA FONDAMENTALE, COME E' FONDAMENTALE DARE DI PARTINICO L'IMMAGINE DI CIVILTA' CHE GENTE COME QUESTA OGNI GIORNO CI TOGLIE.
venerdì 13 aprile 2018
Ci appelliamo ai cittadini e alla loro collaborazione perché per dare successo a questo processo è necessario conferire piatti e bicchieri che non contengano residui di cibo e bevande. E noi confidiamo che i nostri lettori saranno, in questo senso, dei cittadini modello.
Dove si buttano i bicchieri, le posate e i piatti di plastica? Nell'indifferenziato o nella raccolta della plastica? È forse colpa del tipo di materiale plastico usato? Dello spessore? Sono gettati via troppo sporchi?
La realtà è che si tratta solo di un problema legislativo.
Prima del 2012, le normative europea ed italiana prevedevano, infatti, l’obbligo di riciclaggio solo per i prodotti in plastica che rappresentano imballaggi. Era sancita per legge la responsabilità condivisa, in fatto di raccolta e riciclo degli imballaggi (indipendentemente dal materiale di cui sono costituiti, quindi plastiche come anche carta, cartone, alluminio, vetro, ecc.), tra i produttori e le pubbliche amministrazioni.
La normativa stabilisce, in pratica, il principio che chi inquina deve pagare, ossia deve assumersi l’onere economico del trattamento opportuno dei prodotti dopo il loro scarto. Le amministrazioni (tramite società pubblico-private ed ex municipalizzate) recuperano gli imballaggi dalle abitazioni dei singoli cittadini, dagli uffici e dai piccoli esercizi commerciali. I produttori, invece, riuniti in specifici consorzi nazionali, li raccolgono presso i grandi esercizi commerciali e le aziende. Tali consorzi versano ai Comuni un corrispettivo economico che ha lo scopo di coprire le spese legate alla raccolta differenziata e all’avvio verso il riciclo. Il recupero delle materie plastiche è di competenza del COREPLA (COnsorzio Recupero PLAstica), che confluisce insieme agli altri consorzi di filiera nel CONAI (COnsorzio NAzionale Imballaggi).
Piatti, bicchieri e posate di plastica non si riciclavano(ed in alcuni comuni , ancora non si riciclano), dunque, esclusivamente perché non costituiscono imballaggi, pertanto i produttori non versano per essi alcun contributo al CONAI.
Ciò non impedisce alle singole amministrazioni pubbliche di recuperare le stoviglie in plastica ed avviare anch’esse al riciclo. Ma ovviamente tale processo ha un costo non indifferente che i Comuni, mancando il contributo da parte delle aziende produttrici, spesso non possono affrontare.
Già dal maggio 2012, è stato siglato tra Corepla, Anci e Conai l'accordo secondo cui, piatti e bicchieri di plastica monouso, vanno conferiti nella plastica anche se restano ancora fuori le posate in plastica che andranno gettate nell'indifferenziato.
Sono state così accolte le istanze di numerosissimi Comuni italiani. Da questa estensione, potrà derivare non solo un beneficio ambientale ma anche l’opportunità per i Comuni di veder potenzialmente aumentare in misura considerevole i corrispettivi ricevuti a fronte del materiale correttamente conferito.
Unica regola MOLTO IMPORTANTE è "porre attenzione a come si conferisce: piatti e bicchieri monouso devono essere privi di qualsiasi residuo solido o liquido. Vanno quindi adeguatamente svuotati prima del conferimento, fatte salve le normali tracce di quanto hanno contenuto, ciò al fine di non sporcare tutto il materiale raccolto e di non rendere più gravoso ed antigienico il successivo lavoro di selezione e di avvio a riciclo o recupero."
Ma se da un lato il riciclaggio acquista terreno, lo spreco di certo non diminuisce, soprattutto in campo di imballaggi e di accessori usa e getta. Nei supermercati proliferano le monoporzioni già preparate di qualunque genere di cibo (carne, formaggi, insalate, verdure, dolci, ecc), tutte rigorosamente contenute in vaschette di plastica sigillate con cellophane. In più le esigenze di risparmio di tempo di molti cittadini portano all’uso (spesso anche eccessivo e disattento) di piatti e stoviglie di plastica. Tutto questo costituisce uno spreco immane. Per quanto le tecnologie e le infrastrutture per il riciclo aumentino, nonché l’attenzione verso tale pratica, resta il fatto che non consumare affatto è meglio. Il riciclo della plastica richiede pur sempre impiego di energia, nonché emissione di gas serra, durante il processo industriale. È dunque in ogni caso preferibile acquistare alimenti sfusi e articoli di ogni genere privi di imballaggio o con involucro in carta. Inoltre, è opportuno evitare i monodose e, soprattutto, le stoviglie usa e getta. Queste ultime sono infatti l’emblema dello spreco: non sfruttano la virtù fondamentale della plastica, ossia la resistenza nel tempo, e non vengono riciclate.
Sembra una buona notizia vero? Mica tanto, considerato che non esiste una filiera di recupero di piatti e bicchieri di plastica e che questi con molta probabilità finiranno per essere comunque bruciati negli inceneritori. Perciò vale comunque ricordare che è sempre meglio non usare né piatti in plastica né bicchieri in plastica. Il 33% del materiale di plastica raccolto con la differenziata non viene portato al riciclo ma all'incenerimento, perché inadatto alle attuali filiere di recupero. E questo perché si tratta dei cosiddetti imballaggi misti, materiali molto diversi tra loro. Le filiere che funzionano meglio sono quelle relative alle bottiglie, ai flaconi, ai film, ai sacchetti e alle cassette (sempre di plastica) dell'ortofrutta. I piatti monouso di plastica sono fatti con tipi di plastica diversi (alcuni polistirolo, altri polietilene, altri pla) ma allo stato attuale nessuno di questi tipi andrebbe a un effettivo riciclo. Ci sono due opzioni: potrebbero essere messi subito assieme agli imballaggi misti e destinati all'incenerimento, oppure assieme ai flaconi e scartati successivamente come materiale incongruo. E quindi, di nuovo, finirebbero o in discarica o inceneriti. A questo punto dobbiamo auspicare che effettivamente - come accennato da Corepla – venga attivata una nuova filiera, per rendere effettivamente utile l'inserimento di piatti e bicchieri monouso nella raccolta differenziata della plastica.Negli ultimi anni si è registrato un forte incremento del recupero di imballaggi in materiale plastico: i più recenti dati relativi agli USA parlano di oltre un milione di tonnellate di bottiglie riciclate all’anno.
Al momento la percentuale di tali rifiuti recuperati è di circa il 24%, ma ci si aspetta un ulteriore aumento nel prossimo futuro, in virtù della crescente attenzione al tema da parte di consumatori e aziende specializzate nel riciclaggio. “La gente finalmente riconosce che la plastica è una risorsa troppo preziosa per essere sprecata”, afferma con soddisfazione Steve Russel, amministratore delegato della Divisione Materie Plastiche della ACC. “Le plastiche riciclate possono essere trasformate in tantissimi utili prodotti”, aggiunge Steve Alexander, direttore esecutivo di APR, “come nuove bottiglie, tappezzerie, rivestimenti, indumenti di pile, arredi da esterni, ecc.”
NO A PIATTI E BICCHIERI IN PLASTICA DURA RIUTILIZZABILI E POSATE
Resteranno invece esclusi dal riciclo i piatti e bicchieri durevoli non usa e getta, anche se in plastica.
Anche le posate di plastica, di frequente fedeli compagne dei piatti e dei bicchieri monouso sulla tavola, al momento non potranno essere destinate alla raccolta della plastica e dovranno dunque continuare ad essere gettate nel residuo indifferenziato. Lo stesso vale per i bastoncini per mescolare le bevande.
Tali materiali, in base alla direttiva 2004/12/CE del Parlamento europeo, non possono essere considerati “imballaggi”. La raccolta differenziata della plastica infatti, riguarda solo gli oggetti concepiti per contenere, proteggere e trasportare delle merci.
NO A PIATTI E BICCHIERI IN MATERIALE BIODEGRADABILE
Piatti e bicchieri in mater B, devono continuare ad essere conferiti nei contenitori per la raccolta dei rifiuti organici.
RACCOLTA DIFFERENZIATA PLASTICA: COSA METTERE NEL CASSONETTO
Vediamo allora nel dettaglio, cosa conferire e cosa no nell’apposito contenitore per la raccolta della plastica:
COSA INSERIRE
Bottiglie (acqua, bibite, olio, succhi di frutta, latte)
Flaconi dei detersivi e degli altri prodotti utilizzati per l’igiene della casa e della persona (shampoo, cosmetici)
Vasetti di salse, creme e yogurt
Bustine delle merendine
Piatti e bicchieri monouso di plastica
Imballaggi delle confezioni di acqua, bibite, rotoli di carta
Imballaggi a bolle per elettrodomestici
Buste di pasta, riso, patatine, cioccolatini, caramelle ecc
Imballaggi adoperati per il confezionamento dei capi di abbigliamento
Blister e involucri sagomati
Vaschette per il confezionamento di gelato, frutta e verdura
Vaschette in plastica delle uova
Reti per frutta e verdura
COSA NON INSERIRE
Giocattoli
Attrezzi da cucina
Penne
Posate in plastica
Piatti e bicchieri in plastica rigida
Tubi da giardinaggio
Accendini
Piccoli elettrodomestici
Bastoncini adoperati per mescolare le bevande
Bacinelle
Squadrette e righelli
Tastiere e mouse
Cd musicali e custodie
Sedie in plastica
Sottovasi
mercoledì 28 marzo 2018
martedì 20 marzo 2018
Raccolta differenziata: le domande più comuni
Dove lo butto?
Vi diamo qualche suggerimento per una raccolta
differenziata corretta:
·
Il Tetra Pak
La raccolta differenziata dei contenitori in Tetra Pak varia da un Comune all'altro. Dovrete gettare le confezioni in Tetra
Pak insieme alla carta, dovrete sciacquare e schiacciare ogni contenitore in
Tetra Pak prima di gettarlo, in modo che al suo interno non rimangano residui alimentari.
·
Cartone sporco della pizza nella carta
Potete gettare i cartoni della pizza nella carta soltanto se sono puliti. I
contenitori sporchi compromettono la raccolta della carta e ne abbassano la
qualità. Li dovrete dunque gettare tra i rifiuti indifferenziati. In questo
modo faciliterete il compito degli addetti ai lavori e renderete più rapida la
selezione di rifiuti cartacei adatti al riciclo.
·
Bicchieri, specchi e ceramica nel vetro
Ecco un altro errore molto comune. Quando un bicchiere, uno specchio, un
piatto di ceramica o una tazzina si rompono, i cocci vengono gettati d'istinto
nel vetro. Si tratta però di materiali che non è possibile riciclare. Bisogna ricordare che la raccolta
del vetro è destinata alle confezioni e agli imballaggi, non ad altri oggetti.
Quindi sì alle bottiglie e ai barattoli di vetro, ma no a bicchieri e altri
oggetti, che dovranno essere buttati nell'indifferenziata.
·
Biro, pennarelli e giocattoli nella
plastica
Biro, pennarelli e giocattoli non sono imballaggi e non devono
essere gettati nella raccolta differenziata della plastica, anche se sono stati
fabbricati con questo materiale. Dovrete dunque gettarli nella raccolta indifferenziata. Per i rifiuti ingombranti, costituiti da
grandi oggetti di plastica, dovrete rivolgervi alle isole ecologiche locali.
·
Tovaglioli sporchi nella carta
Attenzione ai tovaglioli di carta. Potrete gettarli nella raccolta
differenziata della carta soltanto se sono puliti. Invece, i tovaglioli di carta sporchi andranno gettati nella raccolta dell'umido, insieme agli scarti alimentari, alle bucce di frutta e verdura e agli
avanzi. Anche i fazzoletti di carta sporchi di avanzi di cibo vanno gettati
nell'umido.
·
Scontrini nella carta
Gli scontrini non vanno gettati nella carta. Purtroppo non sono
riciclabili. Vengono infatti stampati su carta chimica che non può essere
recuperata. Dovrete dunque buttarli nel cestino dei rifiuti indifferenziati. Quanti scontrini vengono prodotti ogni giorno nel
mondo? Sarebbe bello se il sistema cambiasse e venissero stampati su carta
riciclata e riciclabile.
·
Capelli e peli di animali
nell'indifferenziato o nell'umido?
Dove buttare i capelli e i peli dei nostri animali domestici? Si tratta di rifiuti di tipo organico, che nel corso del tempo si
decompongono, ma le indicazioni sul loro smaltimento possono variare da una
città all'altra. Alcuni Comuni indicano di gettarli con i rifiuti
indifferenziati, altri nell'umido. Dunque vi suggeriamo di verificare quanto
stabilito dal regolamento del vostro Comune per la raccolta differenziata.
Fonte
foto: Amsa
·
Confezioni di biscotti e caffè nella
plastica
Le confezioni e gli involucri dei biscotti e del caffè non devono essere
gettate nella plastica. Anche in questo caso, si tratta di un errore molto
comune. Nella maggior parte dei casi, anche quando si parla di prodotti
biologici, il packaging di questi alimenti è composto da materiali non riciclabili, che dovrete gettare tra i rifiuti indifferenziati. Per averne la certezza, controllate
i simboli presenti sulle
confezioni. La presenza di un triangolo con codice 07 indica gli imballaggi in materiali non riciclabili.
·
Carta d'alluminio nell'indifferenziata
La carta d'alluminio spesso viene gettata, per errore, nel sacco dei
rifiuti indifferenziati. Si tratta, forse, di una questione
psicologica, che ci spinge a considerare come non riciclabile tutto ciò che è
sgualcito o accartocciato. L'alluminio è un materiale riciclabile. Dovrete gettare la carta stagnola nel vetro, fate
però attenzione ai residui di cibo: rimuoveteli con
cautela e gettateli nella raccolta dell'organico.
sabato 17 marzo 2018
giovedì 31 agosto 2017
martedì 15 agosto 2017
FESTEGGIAMO ALL'INSEGNA DEL DIVERTIMENTO E DEL RISPETTO PER LA NATURA E NON DEL CONSUMISMO E DELLO SPRECO
The show must go on! Fino a quando?
Il denaro deve girare, non si deve fermare! La produzione deve sempre più inventare e aumentare! L’arricchimento deve essere sempre maggiore!
Siamo diventati una società priva di princìpi, di valori condivisi che non siano il “Dio Denaro”, inguaribilmente consumistica.
Tutto ciò, ovviamente, produce rifiuti di ogni tipo. Ed è chiaro che nella civiltà industriale, qual è la nostra, si può solo spostare il fronte del rifiuto, ma non lo si può eliminare. Democrito, filosofo greco antico, diceva che in natura “nulla si crea e nulla si distrugge”. L’idea che i rifiuti possano essere eliminati è solo utopica. Possiamo tentare di dare la colpa ai governanti, politici e imprenditori, con i loro silenzi, con i loro arricchimenti illeciti, ma la disinformazione in genere, contribuisce a non far percepire che quella della infinita produzione di beni, la maggior parte inutili, insieme allo sfrenato consumismo, sono il modo migliore per distruggere la vita del nostro ambiente.
Il problema dello smaltimento dei rifiuti non si risolve facilmente, anche con l’uso di nuove tecnologie drogando sempre di più il sistema. È praticamente irresolubile. I rifiuti si possono nascondere, come la polvere sotto al tappeto, o bruciare, ma non cambia assolutamente niente se l’inquinamento si dirige verso l’atmosfera invece che restare al suolo.
In un quadro del genere sono ridicole, per non dire grottesche, alcune beghe per la lotta alla salvaguardia dell’ambiente. Di sicuro molte regole andrebbero fatte rispettare sotto ogni profilo, ma il vero problema è un altro, e lo sappiamo tutti qual è, anche se continuiamo a girarci intorno: i rifiuti non sono che l’altra faccia, spudorata e quasi nascosta, della civiltà dei consumi.
O ci convinciamo a ridurre il consumo, almeno di quei beni inutili, e quindi produrre di meno, rinunciando a determinati princìpi demenziali come “l’usa e getta” oppure è inutile versare lacrime di coccodrillo.
Ognuno deve fare la sua parte, cominciamo con la cosa semplice che è quella di differenziare correttamente.
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| MATERIALI NON DIFFERENZIABILI |
FERRAGOSTO 2017 DICIAMO - NO AL FERRARIFIUTI -
Il nome della festa di Ferragosto deriva dal latino feriae Augusti (riposo di Augusto), in onore di Ottaviano Augusto, primo imperatore romano, da cui prende il nome il mese di agosto.
Era un periodo di riposo e di festeggiamenti, istituito dall’imperatore stesso nel 18 a.C., che aveva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità.In tutto l’Impero si organizzavano feste e corse di cavalli, e gli animali da tiro, esentati dai lavori nei campi, venivano adornati di fiori. Inoltre, era usanza che, in questi giorni, i contadini facessero gli auguri ai proprietari dei terreni, ricevendo in cambio una mancia.
Anticamente, come festa pagana, era celebrata il 1° agosto. Ma i giorni di riposo (e di festa) erano in effetti molti di più: anche tutto il mese, con il giorno 13, in particolare, dedicato alla dea Diana.
DA FESTA PAGANA A FESTA CATTOLICA. La ricorrenza fu assimilata dalla Chiesa cattolica: intorno al VII secolo, si iniziò a celebrare l’Assunzione di Maria, festività che fu fissata il 15 agosto. Il dogma dell’Assunzione (riconosciuto come tale solo nel 1950) stabilisce che la Vergine Maria sia stata assunta, cioè accolta, in cielo sia con l’anima sia con il corpo.
Per le nostre spiagge invece FERRAGOSTO è una FESTA DEVASTANTE, ogni anno è un deja vù, «nonostante divieti con tanto di cartelli, ordinanze e regolamenti, nonostante la salvaguardia all'ambiente ormai si insegna ai bambini, la cultura del bivacco vandalico non finisce mai». Legna, basi di cassette per frutta bruciate compresi chiodi e staffe, i bottiglie rotte, avanzi di cibo, scatolette taglienti .
Quello che tutti definiscono un falò romantico alla fine si concretizza sempre in clamoroso inquinamento. Il peggio è quando poi i FERRAGOSTIANI INCALLITI, cercano di sotterrare i resti dei loro DIVERTIMENTI, il che rende ancora più difficile per gli operai ripulire. La sabbia infatti quando è asciutta circola cioè passandoci sopra quello che è sotto tende a risalire. E cosi i resti dei falò restano la per tanto tempo.Tutto a spese dei cittadini civili che tengono alla cura delle spiagge e del nostro mare.
Proteggiamoci a vicenda e proteggiamo le nostre spiagge, il rispetto per la natura è alla base della vita.
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